questo blog parla dell'altro giappone. non di tokyo ne` di kyoto, ma della vita in una piccola casetta sperduta in mezzo ai monti della campagna giapponese. vi faremo conoscere l'altra faccia del paese del sol levante!

Visualizzazione post con etichetta Avventure. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Avventure. Mostra tutti i post

01 marzo 2020

Ogni grande crisi è una grande occasione


Due anni fa un tifone più forte del solito fece restare al buio le nostre frazioni per tre giorni. 
Era l'inizio di settembre, le giornate tornarono presto soleggiate e l'aria era piacevolmente mite.
La gente del paese bighellonava per le strade, visto che le tv e i videogiochi erano inutilizzabili, e la maggior parte delle antiche case sono piuttosto buie per starci senza luce artificiale. Ci si incontrava spesso, si scambiavano due parole sul progresso dei lavori di riparazione della linea elettrica, ma soprattutto si condividevano gli escamotage che ognuno aveva messo in atto in questa situazione anomala.
Alcuni avevano addirittura noleggiato un generatore di corrente di emergenza, altri si limitavano a non aprire il congelatore, sperando che i viveri non si sciogliessero..
La nostra pompa del pozzo aveva smesso di funzionare e potevamo prendere l'acqua solo da una fontanella in giardino, che è collegata all'acquedotto. Era tutto un andare e venire dalla porta finestra: chi scaldava l'acqua per il bagno, chi riempiva la pentola della minestra, chi lavava i piatti, chi metteva il secchio in bagno... Tutto questo diventò presto un rituale di famiglia (anche se lo ammetto, io ho fatto più chilometri di tutti...)
I bambini erano contentissimi di svagarsi lavando il corridoio e le scale, o mettendo ad asciugare il bucato essenziale che avevano lavato a mano.
La sera cominciava e finiva prestissimo: alle 20 eravamo già tutti a letto (senza piagnistei) e la mattina ci svegliavamo riposati alle prime luci dell'alba.

Ora a causa di queste misure di sicurezza attuate dal governo giapponese, saremo a casa tutti insieme per tutto il mese di marzo. Anche volendo non potremmo andare a Disneyland, perché l'hanno chiuso per precauzione, e sinceramente i bagni di folla dei parchi o dei centri commerciali non sono mai stati il mio forte. Dobbiamo per forza arrangiarci qui a casa. 
Sogno di sistemare tutti insieme le stanze dei bambini al secondo piano: dividere per bene i vestiti per stagione e disporre i giocattoli in ordine sugli scaffali. Vorrei che approfittassimo di questo mese per leggere libri che stanno lì da mesi e per buttare la roba che non usiamo. Un mese per organizzare la nostra vita in modo sano: sveglia/ ginnastica/ pulizie/ lavoro/ compiti/ giochi e tutti a nanna!
Cibo sano di verdure delle vicine, perché al supermercato non ho voglia di andare e così intanto mi aggiorno sugli eventi locali.
Un'occasione insomma, di fare quella slow life che ho sempre sognato!
Purtroppo i miei sforzi per incitare una collaborazione al riordino e alle pulizie è stata finora del tutto vana. Sembra che un certo intrattenimento del pc, che qui chiamano "iu-ciub", sia più attraente delle mie proposte. Anzi, i bambini dicono che dovrei darmi una calmata, che sono iperattiva e che loro la stanno già facendo la slow life...
Adesso spero solo che arrivi un qualche tifone in anticipo di tre mesi, così magari col blackout mi aiuta a pulire la casa e a mandare a letto presto i bambini!!

10 ottobre 2009

Cronaca di un tifone (numero 18)


Mercoledi` 7.

Alle 11 di mattina chiama la vicina di sinistra: sta andando in citta` dal figlio. Pensiamo "Vigliacca", ma e` tutta invidia la nostra, perche` noi non abbiamo nessun posto dove fuggire e non ci resta che aspettare qua...
A mezzanotte, dopo aver fatto i bagagli indispensabili, ci buttiamo un po' sul letto cercando di riposare un po'.
.
Giovedi` 8.
.
Alle 3 ci svegliamo: il vento e` forte, la tv da` il tifone in arrivo proprio e direttamente su di noi.
Alle 3 e 47 va via la luce. Buio pesto. Non ci resta che dormire e sperare.
Alle 7 mi sveglio col rumore di alberi che cadono nel boschetto di fronte: il peggio sembra essere passato, ma la strada e il giardino sono ricoperti di rami e foglie.
Alle 11 facciamo pulizia della strada con i vicini di destra. L'altra vicina ancora non torna e poi scopriamo perche`: tutte e due le strade che portano qui sono bloccate. La luce non c'e` e mangiamo alla stanza del tatami che e` piu` luminosa della nostra cucina-bunker.
Alle 15, quando il sole sta ormai per tramontare, decidiamo di andare a comprare un po' di candele per la serata che non si sa mai...
Facciamo marcia indietro davanti un grosso albero caduto e decidiamo di andare nell'altro verso, dalla vecchia del ponte. Questa ci vende a prezzo stracciato tutto quello che ha: 15 candeline da butsudan (altare buddista).
Alle 16 la Zietta decide improvvisamente di tentare la sorte e di cercare di tornare a casa sfidando gli alberi e i rami caduti sulla strada. La vediamo fuggire ancora in abiti da casa senza nemmeno salutarci (?). Ci richiamera` un'oretta dopo, quando sara` sicura sulla strada verso la citta`.
Alle18 buio pesto. Ceniamo e passiamo una serata alternativa ascoltando la radio a batterie prestataci dai vicini, cambiando caccone al lume di candela e rimendiando qua e la` ai danni provocati dal nostro piccolo Tifone personale: acqua e caffe` rovesciati sul tappeto, riso lanciato sulle pareti...
.
Venerdi` 9.
.
Dell'elettricita` nemmeno l'ombra.
La radio della protezione civile continua a dire di usare poca acqua perche` ci sono problemi all'impianto idrico. Infatti dal rubinetto esce solo un filino d'acqua.
Tra le varie attivita` della giornata: Tomo cerca di fare mosaico nel laboratorio buio, la Suocerina cucina i pesci scongelati prima che vadano a male, io e Elisabetta andiamo a razzolare un po' a casa della vicina di destra, che ci offre candidamente un gelato sciolto...
Alle 15 la Suocerina va a comprare batterie di ricambio per la nostra radio della protezione civile che nel frattempo e` morta. Non esistono piu` batterie in commercio. Al ritorno si rifornisce dalla vecchia di altre 15 candeline da butsudan, che non si sa mai.
Alle 16 facciamo una "doccia" scaldando l'acqua sul fuoco, come ai vecchi tempi!
Alle 17 e 30 con una cena a base di ramen istantanei ci prepariamo a passare un'altra splendida serata quando...
... alle 19 improvvisamente Kiyoko san dice: "Ma che luce di la`!" e finalmente l'incubo finisce!
Ancora adesso ci sono zone che non hanno la luce e alberi messi in orizzontale sui fili dell'elettricita`. Speriamo che riescano a riparare presto la linea.
.
Grazie ancora a tutti quelli che si sono preoccupati per noi!

09 ottobre 2009

Tutto a posto - almeno per noi

Grazie a tutti per esservi preoccupati per noi: stiamo tutti bene,grazie a Dio, nessun ferito dalle nostre parti!

E` appena tornata la luce dopo 40 ore di black out.
Niente luce, telefono, riscaldamento, tv, radio, lavatrice, macchinetta del riso ecc. e acqua calda solo in cucina. Oggi usciva poca acqua e i cellulari non prendevano.
Alberi caduti piu` o meno ogni chilometro tranciavano i fili dell'elettricita` qua e la` e i piu` grossi, finiti in mezzo alla strada, rendevano impossibile il passaggio. Ieri entrambe le strade che portano qui sono rimaste bloccate fino al tardo pomeriggio. Tutti i negozi nel raggio di 20 km erano al buio e le batterie erano finite, cosi` come le candele.

Vi raccontero` con calma: adesso vado a stendere la biancheria che aspettava da 2 giorni di essere lavata - come fa Elisabetta con la mano davanti alla bocca e al naso "CHE PUZZA"!!!!

07 ottobre 2009

Testamento da tifone

Cari mamma e papa`, sorelle e fratelli naturali e acquisiti, nipotine, nonni, zii e ziette, parenti tutti, amici vicini e lontani.

- Sta per arrivare il tifone 18, il piu` forte degli ultimi 20 anni. Ci centrera` in pieno alle 9 di domani mattina, ora giapponese. Abbiamo preparato lo zaino con lo stretto indispensabile (i pannolini di Elisabetta) e una borsa da lasciare in macchina con le nostre cose piu` care (i mosaici di Tomohiro). La Suocerina e la Zietta, convenuta per l'occasione, ci deridono, dandoci degli ansiosi paranoici, guardando programmi di intrattenimento alla tv. -

Vi voglio bene. Faro` del mio meglio per salvare le nostre vite e quella della nostra Piccolina.
A presto!!!!!

27 settembre 2009

On the road ovvero Post per soli stomaci forti

Vi chiedevate dove eravamo finiti?
Vivi o morti o semplicemente dispersi per le montagne giapponesi?
Una risposta certa non so darvela: sempre indaffarati tra mille lavori e commissioni e impegni e chi piu` ne ha piu` ne metta. Quel che e` certo e` che qualunque cosa facciamo, siamo sempre "sulla strada"!
Essendo il nostro domicilio lontano da qualunque posto, volendo fare qualunque cosa non ci resta che pigliare la nostra fantastica Starlet Toyota del '95 e metterci in viaggio con pazienza.
Che a dirla cosi` e` una parola: prima di poter uscire dal nostro scalcinato parcheggio dobbiamo innanzitutto preparare una buona riserva di pannolini e vestitini di ricambio per Elisabetta, poi qualche biscotto o pane per i momenti di sconforto, acqua nella mitica borraccetta rossa e abbastanza giocattolini e libri preferiti per alleviare la noia del viaggio. Bambina ben riposta e allacciata nel suo seggiolino e via - "Ciao nonna!" - si parte!

Le cose si complicano nei momenti di panico da malattia: che fare il venerdi` sera quando scopriamo che Elisabetta ha 39.5 di febbre? Il piu` vicino medico di turno e` a 40 km...
Ve la faccio corta: in 10 giorni, tra malattie presunte, sospette e mal curate, ci siamo sciroppati 700 km di curve e semafori - e chi e` stato qua sa cosa intendo!

Per andare a Messa la domenica sveglia alle 5 e mezza: non si sa mai il traffico che puo` esserci in citta`. Senza contare le innumerevoli pause per l'orario del latte e caccone fuori orario!
E poi, per quanto riguarda il ritorno, se usciamo dalla chiesa alle 11, dopo i primi 20 km ci viene anche un po' di fame - il pranzo al sacco ce lo siamo gia` finito alle 8 e un quarto nel parcheggio parrocchiale... Allora non resta che fermarsi in uno di quei convenientissimi conbini, aperti 24 ore, e acquistare qualche specialita` "fresca di giornata" come salsiccia o ramen istantanei da rinvenire con l'apposita acqua bollente sempre a disposizione dei clienti.
Resta comunque il problema di DOVE mangiare il tutto: naturalmente in macchina!




Una volta abbiamo addirittura provato la pasta con insalata incorporata.




"Siediti Elisabetta! Adesso ti do un po' di pasta Elisabetta! Vuoi un po' d'acqua? No, stai ferma, adesso non puoi giocare col blocco della portiera!!! Ti ho detto dopo! No... stai ferma... no... noooooo!!!!!"
Eccolo la`, savevo mi!



















Oggi ci abbiamo messo 5 ore per tornare a casa in un percorso di poco piu` di 100 km.
Perso il primo incrocio con due delle nostre destinazioni possibili, il resto erano tutti cartelli per posti incredibili che non sapevamo dove fossero e non risultavano nemmeno sulla nostra cartina... Dopo un'ora e mezza siamo tornati a circa 10 km da dove eravamo partiti.
Dalla disperazione non abbiamo potuto fare altro che fermarci a comprare qualche onighiri da mangiare in macchina.

25 gennaio 2009

Maneki neko racconta

Ciao ragazzi! Perchè non chiedete a Tomo San di raccontare per filo e per segno come si è svolto il primo giorno dell'anno? Anzi, ve lo racconto io :)
Dunque, al risveglio scopriamo di essere super in ritardo per la visita al tempio, due sono i motivi, le ore tarde della notte precedente e... il ghiaccio su per la salita al tempio: ergo vestiti che è tardi, si va a piedi. Elena + Betta + Kyokosuocera San restano a casetta e Fede, Roby, Alessia e Tomo San scarpinano su per la collina. Fin dai primi metri Fede e Tomo si scoprono a maledire il vizio che li affligge (tabako suimas) mentre skiattano per il fiatone mentre Alessia e Roby, che se la trillano di scialpinismo, sgambettano allegramente su per una salita con pendenza 100%.
Arriviamo (io imploro Kannon dea della misericordia che con una delle sue 100 braccia mi allunghi una maschera ad ossigeno) e troviamo tutti i vecchietti del paese che se la raccontano intorno al falò. Per fortuna sono le 8 in punto e (spero) non abbiamo sfigurato troppo. Il sant'uomo che deve officiare la cerimonia però non arriva mai, soluzione? I giapponesi, popolo pragmatico, risolvono così: uno piglia una frasca e in 30 secondi netti impartisce ai presenti la sua benedizione. Fine. (Mah?)
Mentre i convenuti si accordano per i lavori di manutenzione del tempio arriva con mezzora di ritardo (eresia) il fantomatico prete ancora allegrotto per la serata precedente, tutto spalandrato (sta manica che gli pende fin per terra) con un enorme orologio sotto braccio (ancora oggi non ci credo, un vero fumetto). Nessuno giustamente se lo fila, imbarazzo generale quando gli viene comunicato che... abbiamo già fatto.
Qualcheduno informa che sono avanzate 5 bottiglie di sake, "interessa?" Manco a dirlo, il prete si offre di pigliarne una. Aridaglie, non sei abbastanza ciucco?
Ritornati a casa scopriamo che il prete è passato invitando la famiglia a pranzo e... si è perso sto tocco di legno che è un paramento sacro, in giardino. Non ho parole...

14 novembre 2008

Polizia stradale ovvero La voce del padre


Sono il papa' di Elena.

Sono venuto per vedere e "toccare con mano" Elisabetta (i suoi vestiti, i suoi capelli, i pannolini bagnati ed anche quello che certe volte esce dai pannolini).

Ero in macchina con Tomohiro. Stavamo ritornando verso casa dopo aver fatto la spesa (27 chilometri, 17 semafori con i colori messi per orizzontale ed i limiti di velocita' fra i 40 ed i 50 tutti regolarmente rispettati e quindi 45 minuti). In uno dei pochi rettilinei (circa 400 metri), in corrispondenza di uno slargo, ci aspettano una ventina di uomini disposti su due file che con ampi cenni delle braccia e di bastoncini luminosi tipo portaaerei ci fanno fermare in mezzo; sembra di essere ad un pit-stop di una gara di formula 1. C'e' anche l'omino agita una canna di bambu' con in cima una bandierina triangolare con su scritto STOP che ci mostra millimetricamente dove dobbiamo fermarci.
Panico in vettura: rapido controllo del regolare allaccio delle cinture di sicurezza, verifica di avere il passaporto in tasca, Tomohiro che comincia a dire "Non correvo! Che cosa vogliono!".

Ci fermiamo. Apriamo il finestrino e non facciamo in tempo ad abbassarlo tutto che ci infilano una busta formato protocollo con sopra un asciugamanino in misura tipica giapponese. Ci chiedono gentilmente di provare le luci: vedo un omino accovacciato davanti al cofano della macchina che guarda le luci, presumo ce ne sia uno anche dietro ma io non lo vedo, l'omino davanti si alza e dice "Hai!" (si).

Dal finestrino entra una bottiglietta di the verde di quelle che si vendono in tutti i distributori di bibite giapponesi, il poliziotto e tutta la squadra del pit-stop intona il coro "Arigato" (grazie) con inchini a toccare con la fronte le ginocchia, la canna di bambu' con il segnale di STOP si alza e noi ripartiamo ... quasi come Massa o Hamilton, dopo circa 10 secondi.

Non abbiamo capito niente ma tra le mani ci siamo ritrovati una busta con dentro fazzoletti di carta, istruzioni di come tenere i bambini in macchina e pubblicita', un pacchetto con un asciugamanino bianco ed una bottiglia di the verde.

Non abbiamo lasciato il segno delle ruote sull'asfalto, ma siamo scappati via felici dal nostro inatteso pit-stop. Ancora adesso mi chiedo perche' ci hanno fermato e chi ci ha offerto questi gadget.

Paese che vai, polizia che trovi!

03 aprile 2008

Sakura Sakura

Finalmente sono fioriti gli alberi di ciliegio! La primavera e` iniziata a tutti gli effetti!
Domani iniziano le scuole, tempo sereno previsto su tutte le isole e naturalmente anche sul nostro piccolo isolotto felice di Owa!
Della serie "arrivano i nostri", 25 - 30 madri+bambini arriveranno qui dopo le 11 e mezzo, in seguito alla cerimonia di inizio anno dell'asilo... mi hanno ordinato 13 pizze.
Abbiamo gia` fatto la pasta con 3 kg di farina e Tomo ha tagliato 1 kg di prosciutto e 1 e mezzo di salsicce... con 3 kg di formaggio... spero che basti!!!
Buonanotte!!!!

28 marzo 2008

Sembra sabato!

Qui da noi tutti i giorni sono uguali... Sara` che lavoriamo autonomamente, sara` colpa del negozio... In ogni caso ieri Tomo e` andato a dare una mano alla zia, alle prese con una mostra espositiva delle sue borse, e io mi sono data alla pazza gioia: sembrava sabato!

Innanzitutto pulizie di primavera: maglioni di lana, lenzuola e tende a lavare, coperte e materasso al sole in previsione dell'umidita` estiva. Mentre stavo smontando il letto per pulire meglio la polvere mi hanno chiamata a mangiare. In questi giorni sono ospiti da noi mia cognata e le nostre due nipoti, ormai adolescenti, nella pausa primaverile che in Giappone divide gli anni scolastici. Mio cognato naturalmente lavora e non si fara` vivo nemmeno nel fine settimana... ma qui e` normale, mi ci sono abituata...

Durante tutto il pranzo la sorella di Tomo ha continuato a frullare in maniera ossessiva un composto sospetto che poi si e` rivelato una base per della maionese: dopo mezzora nemmeno il minimo accenno ad addensarsi... te credo - disessi mio fradel - la ga messo tutto l'oio in una volta!!!!

Shokkati e anche un po' stressati decidiamo di partire per una gita di shoppping: 5 donne / 3 generazioni - pericolosissimo!

Prima tappa: negozio di scarpe. Provo, tanto per disperazione qualche paio piu` carino... da uomo naturalmente! Mia suocera mette il dito nella piaga facendomi notare che "ci sono modelli da donna persino LL!!!" - io ho bisogno della 3L in Giappone, introvabile...

Le mie nipoti comprano delle scarpe da ginnastica in vista del nuovo anno scolastico.

Seconda tappa: negozio di vestiti (tipo Oviesse). Anche qui rinuncio in partenza a cercare qualunque capo che possa riuscire ad infilarmi.

Invece capito nel reparto "SUMO" (3L - 4L) e decido di fare almeno una prova tanto per diverirmi. Il camerino e` fornito di uno sportellino stile "far west" che dovrebbe coprire le parti interessate dal cambio, dal polpaccio alla fronte. Nel mio caso invece c'e` uno spiacevole effetto "mezzo busto": appendo in qualche modo un maglione sopra l'ingresso cosi` da avere almeno un po' di privacy.

Terza tappa: supermercato. Scese dalla macchina mia cognata e io cerchiamo un cestino per buttare delle bottigliette di plastica ormai vuote, una di te` e una di bevanda vitaminica. Troviamo vicino all'ingresso gli appositi cassonetti della raccolta differenziata. Bottigliette di plastica... questo: io apro il coperchio e lei butta dentro le bottigliette, cosi` come sono, tappo ed etichetta compresi... Nel secondo in cui il coperchio del cassonetto si richiude notiamo con orrore che tutti gli altri tappi ed etichette sono stati rimossi accuratamente dai ligi riciclatori giapponesi, come ricordano i numerosi disegni con didascalie presenti sul coperchio del cassonetto. Scappiamo via ridacchiando nervosamente sperando di non essere state notate...

Dopo una serie di telefonate al cellulare veniamo a conoscenza che la nonna di Tomo (quella famosa di 89 anni) e` gia` arrivata alla stazione e sta aspettando che qualcuno vada a prenderla. Avrebbe dovuto arrivare domani, invece ha anticipato la sua visita!

Ci precipitiamo da lei, essendo noi le piu` vicine in quel momento (sembra il servizio taxi!). Entro trafelata nella sala d'aspetto e trovo la nonna seduta composta sulla vecchia panca di legno: il viso impassibile, le mani sulle ginocchia e la schiena impettita - sedile anteguerra, educazione anteguerra. Era li`da piu` di 30 minuti.

Ecco che la compagnia diventa esponenzialmente piu` pericolosa: 6 donne / 4 generazioni.

Mentre camminamo in fila indiana nel giardino di casa e poi entriamo nell'atrio appoggiando pacchetti e borse della spesa, cerco di immaginare che faccia fara` Tomo quando ci vedra`: "Perche` nella mia famiglia ci sono tutte donne???"

02 febbraio 2008

Mon amour Osaka

Siamo stati a Kyoto, ma la ragione era sempre il nostro lavoro di Osaka: il corso di mosaico presso il Centro di Lingua e Cultura Italiana del Kansai.
Il 26 gennaio una decina di donne volonterose si sono presentate all'appuntamento e insieme abbiamo realizzato dei fantastici fermalibri.
Avevamo portato i migliori materiali, i piu` sgargianti, e questo e` stato gradito molto!
La direttrice del Centro si e` dimostrata soddisfatta e anche questo ci ha fatto un sacco piacere!

Se volete visitare il loro blog, ci sono tante fotografie: clicca qui.



Dopo il corso ci aspettava l'architetto Nakaura per un'altra cena a base di cibo osakanese: questa e` stata la volta di okonomiyaki, accompagnati dai fantastici antipasti di sua moglie.
All'inizio abbiamo pensato che fosse un tantino sfacciato, quando al nostro primo incontro ci ha detto: "Mia moglie cucina benissimo!". Invece ha proprio ragione!!!!





Durante la nostra settimana di permanenza a Kyoto ne abbiamo approfittato e siamo ritornati ancora una volta a Osaka per salutare una vecchia amica, sposata in Italia, ma momentaneamente in Giappone.
Ci ha fatto da ottima guida nel labirinto della sua citta` e abbiamo potuto vedere posti decisamente interessanti: qui due foto fatte dal "Ponte dell'abbordaggio" (anche se non ho visto tante coppie, ma forse era ancora presto!).
A sinistra potete vedere la fantastica ruota panoramica incastrata - non ho altre parole - sull'argine del canale.


A destra una famosa parete pubblicitaria, grande come tutti i palazzi!


Osaka e` una citta` mangiona ed esigente: abbiamo gustato dell'ottimo cibo turco e del gelato fantastico! Dappertutto un buon odore di mangiare e prezzi concorrenziali.

Sono un tantino innamorata? Mi sa di si`: ma mi hanno presa per la gola!!!

20 gennaio 2008

"uchi no petto" - animali domestici

Ebbene si`, a grande richiesta e` tornato il kamoshika, che ormai e` diventato di famiglia!
Stamattina Tomo apre la finestra della stanza e fa tutto stupito: "E` tornato! Guarda!" ...e chi ti vedo dall'altra parte della strada a 10 metri da noi? Lui, Kacchan!
Per niente infastidito tutto assorto nel suo brunch, la capra-camoscio giapponese alterna bocconi di erba saporita a sguardi incuriositi nella nostra direzione (ma chi sta guardando chi?).
Nemmeno all'arrivo del furgone del postino il nostro amico si scompone.
Noi, come due ebeti con il naso fuori dalla finestra - con un freddo cane - a cercare di spiegare che stiamo guardando il kamoshika. Il postino ci guarda un tantino incredulo, si gira... e peccato che non ho fatto una foto a lui in quel momento!!!!
.

13 gennaio 2008

Parenti...

Siamo venuti in citta`, nel laboratorio di pelle della zia Miyoko, ma non possiamo andarcene: lo zio Yuji, dopo aver fatto una visita a sorpresa alla nostra casa (in montagna), visto che eravamo qua e non poteva incontrarci, ha pensato bene di venire a incontrarci...
Apprezzabile: solo che ci mettera` un'ora per arrivare fin qua... e noi che stavamo per tornare a casa...
Non possiamo nemmeno partire all'indiana, visto che nella macchina dello zio si e` infilata per una scampagnata anche la Suocerina- che naturalmente dovremo riportare con noi a casa...

Allego foto trovata nel computer della zia, dal quale sto scrivendo: una delle sue borse.
.
.

06 gennaio 2008

Tutte le feste porta via!

E siamo arrivati all'Epifania.

Tanto per cambiare ieri eravamo di nuovo in viaggio, sempre trascinati dall'entusiasmante suocerina, nella speranza di trovare una chiesa cattolica alternativa: addirittura fondata da un tedesco!
"Dai, venite anche voi! Non e` distante, un'oretta e siamo la`". "Si`, ma siamo appena stati a Yokohama..." "Ma dai, e` meglio vedere tante cose se ce n'e` la possibilita`! Solo un'oretta e mezza di macchina..." e gia` i tempi si sono allungati di un bel 50 per cento.

Partiti con l'auto del nostro caro amico Falegname, dopo 2 ore eravamo ancora in mezzo ai monti... Al ritorno volevamo trovare delle terme famigerate, ma ci siamo persi un milione di volte, per un totale di 3 ore di curve e conversioni a U. Meglio delle montagne russe!
Per fortuna la madre di Tomo e questo amico sembrano due manzai (comici giapponesi che ricordano le scene da maldobrie tra siora Nina e sior Bortolo) percio` abbiamo passato delle belle orette di viaggio!

LEI : "Mah, anche questo paesino di montagna sembra alquanto antico!"
LUI: "Non e` che in piena montagna ci sia niente di nuovo, comunque..."

Dopo una breve sosta e altra mezz' ora di curve:

LUI: "Pero` siamo gia`qui! Abbiamo fatto presto!"
LEI: "Presto per cosa?"


Domani ricomincia il lavoro e anche noi da bravi artigiani sara` ora che ci diamo un po' da fare!


Quello che vedete nella foto e` un kamoshika - io pensavo un camoscio, invece sembra piu` una capra... In ogni caso e` restato nel boschetto davanti casa nostra per un paio di giorni, senza aver paura di niente, tanto che siamo riusciti a fargli questa foto. Oggi non c'era piu`.


03 gennaio 2008

Blue Light Yokohama


Memori di questa famosa canzone giapponese (clicca qui per il video), ma soprattutto presi dall'entusiasmo della mia energica suocera, ci siamo avviati verso nord, la mattina del 3 gennaio.

Breve visita alla China Town di Yokohama e subito partenza per il ritorno... insieme a milioni di viaggiatori al ritorno dalle vacanze invernali.
Totale ore di viaggio: 9 di pullman piu` 2 di auto, fate voi.
Per farci passare il tempo la guida ha pensato bene di mettere su due film, uno dei quali "Charlie e la fabbrica di cioccolato" in versione Jonny Deep. Potevamo contare su ben due schermi, uno all'inizio e uno a meta` dell'autobus.
Domanda di mia suocera il giorno dopo: "Ma c'erano uno o due videoregistratori?"
E giu` a ridere pensando all'impegno che la guida dovrebbe metterci per accendere simultaneamente due apparecchi!!!!!

30 dicembre 2007

Guida pericolosa

Per il terzo anno consecutivo la nostra regione di Aichi si conferma la piu` pericolosa per quanto riguarda la sicurezza sulle strade, con quasi 300 incidenti mortali. Anche noi possiamo rendercene conto ogni giorno, visto che riusciamo a spostarci solo in macchina!
Ecco la classifica dei migliori tre autisti (?) incontrati quest'anno:
- al Terzo posto: in notturna, utilitaria con fari abbaglianti accesi mentre aspetta di svoltare all'incrocio;
- al Secondo posto: furgoncino tipo Ape parcheggiato in piena corsia, senza segnalazioni, all'imbocco della galleria;
- al Primo posto e con menzione speciale per la fantasia: auto all'incrocio, in corsia di svolta a destra, con freccia a sinistra, che passa avanti dritta ignorando la precedenza (che avevamo noi).

Premio speciale "Bonta` 2007" assegnato al vecchietto che ci ha fatto segno di superarlo, senza poter accostare del tutto, subito prima del dosso, in strada a una corsia per senso di marcia.

Speriamo bene per il prossimo anno, noi intanto a Capodanno andremo a pregare al tempio!
.

24 dicembre 2007

Babbo Natale!

Come ci ha insegnato una nostra carissima amica: Babbo Natale esiste!


Quarta domenica di Avvento e come ogni domenica siamo andati in citta`. Prima di partire e` arrivato un pacco per noi: 2 chili di gelato da parte di un amico rappresentante in una ditta di surgelati (hihihi!!!).

In citta` la mia studentessa di italiano ci ha fatto omaggio della sua ultima creazione culinaria: un quarto di pollo affumicato e una porzione di formaggio stagionato (ecco cosa vuol dire avere una studentessa insegnante di cucina - hihihi!!!)

Mentre stavamo tornando al parcheggio ci imbattiamo in una galleria d'arte dove si sta svolgendo una mostra di smalto giapponese (e` tutto quello che sono riuscita a capire). Interessati dalla rarita` decidiamo di entrare. Mah l'accoglienza che ci hanno fatto! Dopo l'immancabile scambio di biglietti da visita ci sono stati offerti te` e dolcetti e persino biscotti fatti in casa da portare via e mangiare quando vogliamo! La signora ottantenne che sembrava responsabile della situazione ci trattava come suoi nipoti! Presentandoci ai suoi innumerevoli fratelli e sorelle minori, tra cui l'artista, ci ha chiesto informazioni sul nostro lavoro e promesso che verra` a trovarci per vedere cio` che facciamo. Non potevamo piu` uscire dai tanti inchini e ringraziamenti!!!

Sulla strada del ritorno altra buona notizia: una vecchia cliente ha comprato un mosaico di Tomo.

Al ritorno a casa scopriamo che i mosaici venduti sono ben TRE!!! Ma che ottima giornata!

Altra sorpresa: sono arrivati i materiali che la nostra amica "Babbo Natale" ci ha spedito dall'Italia: non potevamo sperare di meglio per il laboratorio! Adesso non abbiamo piu` scuse e dobbiamo fare tantissimi nuovi mosaici!

Cena a base di pollo, formaggio, gelato, torta di mele (regalateci dalla vicina, vedi foto) e naturalmente il mitico salame di Manfred che ci e` arrivato direttamentis da Cjarnie e che stio centellinado sperando che arrivi a Capodanno (ma non credo).

.

.

.

Buon Natale a tutti!!!!!

13 dicembre 2007

Kobe

Tutte le mie speranze sono svanite.
Mi avevano detto che Kobe e` una citta` multiculturale, con molto di occidentale... e` vero, ma resta pur sempre una citta` giapponese, con molti elementi occidentali, ma sempre giapponese.
Ben bon.

La nostra gita extemporanea di ieri a Kobe e` stata costellata di esperienze interessanti (a parte la pioggia).
Partiti per vedere le famose "Luminarie", Tomo, Suocerina, Zietta ed io, ci siamo persi nel quartiere residenziale storicamente abitato da gaijin (non giapponesi), oggi diventato un po' troppo parco dei divertimenti "alla straniera"...
Affamati dal pranzo scarso e discutibilmente buono - d'altra parte non si puo` sperare di meglio in un posto fortemente turistico- ci siamo buttati nella "China town" locale. Ho mangiato talmente tanta roba fritta...
Alle 16 eravamo gia` in postazione per vedere l'accensione delle luci. Pioggia a dirotto, migliaia di giapponesi (soprattutto donnine) agguerritissime per guadagnare i posti panoramici migliori.
Per fortuna il Comune ha avuto pieta` di noi e alle 17 e 30 ha dato inizio allo spettacolo con una mezz'ora di anticipo.
Le "Luminarie" di Kobe non sono un avvenimento natalizio, come all'inizio pensavo, bensi` il modo che questa citta` ha trovato per ricordare i 6000 morti del grande terremoto del 1995 e la fantastica forza che la citta` ha avuto nel ricostruirsi e ricominciare la sua vita. E devo dire che ce l'hanno fatta, perche` non ho visto un solo segno del grande disastro...
A parte il coro di voci bianche e la campana commemorativa che accompagnavano il grande spettacolo luminoso, la pioggia e il fango mi hanno reso un po' triste, immedesimandomi un po' in tutti i senzatetto e nelle persone che avevano perduto parenti e amici...
A sentire i discorsi di mio marito, che quel giorno era a Kyoto, deve essere stato un inferno. Per mesi tutti gli idraulici e impiantisti della ditta dove lavorava mia suocera hanno fatto su e giu` per ripristinare caldaie e condutture nella citta` distrutta...



Tra l'altro ho scoperto che tutto questo sfarzoso allestimento e` frutto della mente di un italiano, Valerio Festi.

La guida del pullman si era talmente raccomandata di essere puntuali al ritorno, minacciandoci di farci tornare a casa in Shinkansen e a spese nostre, da farci arrivare al parcheggio addirittura 20 minuti prima del previsto appuntamento delle 19. Gli altri erano tutti gia` la`. Tranne due persone.
Alle 19 e 20 ancora nessuno in vista.
Se solo fossero stati la` i miei cugini! Avrebbero sicuramente intonato cori da stadio: "SHIN-KAN-SEN! SHIN-KAN-SEN!"
I due piccioncini sono arrivati alle 19 e 24. Non una parola di scusa. Non una parola di protesta. Evviva il Giappone.

Per dirla tutta, questo viaggio ha avuto un costo miserabile. Abbiamo avuto fortuna. Tanto che stamattina, quando ci siamo svegliati, abbiamo avuto una fantastica notizia: mentre stavamo dormendo per riprenderci dalle 8 ore di pullman mia suocera ha prenotato nella stessa agenzia un viaggio al quartiere cinese di Yokohama: 3 gennaio, quattro persone.


P.S. Immagino sia stato un riflesso al brusco risveglio che ha avuto la mia Suocerina: alle 8, bussa alla porta con fare sospetto la nostra vicina (oggi era il giorno di riposo del negozio). "Signora? Signora?" bisbiglia cercando di non disturbare (?). Mia suocera ormai desta non puo` fare altro che imprecare per il sonno perduto e alzarsi. Naturalmente la vicina e` gia` scomparsa.
Eccola tornare dopo un'oretta. Voleva chiederci se ci avevano telefonato quelli dell'ENEL (giapponese) a proposito del condensatore in fondo alla via, che a detta sua sarebbe difettoso. E` un miracolo che sia ancora viva.

06 dicembre 2007

Quanti ricordi...

Se Dio vuole oggi sara` l'ultimo giorno dell'anno di raccolta dei mandarini. Ma siccome doveva esserlo anche la scorsa settimana e anche quella prima... chi puo` dirlo...
In ogni caso oggi ci siamo accomiatati dai colleghi, con la speranza di rivederci tutti sani e in forma il prossimo anno, o almeno alla festa di "Buon inizio anno" che si terra` in gennaio (gohei mochi, sushi e karaoke per tutti - naturalmente non vedo l'ora di parteciparvi per scrivere qualcosa dopo!!!).
Che bel tempo passato tra le colline di mandarini, tra il sole e il vento, il gelo del mattino e la calura del mezzogiorno, sempre insieme, Tomo, io e la decina di nonnine da 1 metro e 47. Si`, ho scoperto che e` questa la media delle altezze!
Quanto abbiamo parlato: parenti, amici, malattie e funerali per tutti. E abbiamo riso, con le battute del nostro Autista, le cadute a piombo giu` per la scarpata e, perche` no, anche quando io mi sono fermata all'uscita dal pulmino e bloccavo la strada, ma non mi sono accorta delle nonnine inferocite dietro a me, nascoste al di sotto della mia linea visiva occhio-spalla!
Sempre pronte a lavorare le nonnine, dalle 7 e 30 del mattino, come i cavalli lanciati al via dato dalla pistola all'ippodromo - anche se effettivamente ci pagavano dalle 8.
Fresche e mai stanche, hanno ridotto ogni momento di riposo all'osso, trasformando persino la pausa caffe` in una gara contro il tempo: "Siediti adesso, ti aggiusterai dopo la sciarpa!".
"Andiamo, veloce: e` ora di pranzo!" ci dicevano, mentre cercavamo di raccapezzarci (ne` io ne` mio marito possiamo essere descritti come "scattanti"; percio` ci siamo conosciuti, ma questa e` un' altra storia).

Persino qualche piccolo screzio si e` risolto per il meglio: la nostra Vicina era stata cortesemente invitata a riposarsi per un giorno nel fine settimana (visto che a malapena riesce a muoversi...). Nel vedere la sua faccia la mattina dopo abbiamo preso paura. Arrabbiatissima. A me che le ho chiesto consiglio per un albero particolarmente difficile da tagliare ha detto: "Vattene di la`, faccio io" (livello gentilezza 2 su 18, grado usato per dare gli ordini ai propri figli).
Fino a che le nonnine coalizzate hanno fatto pressioni perche` potesse rinunciare eroicamente al giorno di riposo. La faccia della Vicina si e` trasfigurata in un sorriso: scherzi e battute con gli amici, persino qualche parola gentile.
Commento di Tomo: che donna semplice.

Che dire: tanti nuovi amici ultrasettantenni! La mia preferita e` una nonnina con la faccia da suora veneta: ne avete mai conosciuta qualcuna? Sono quelle suore che tengono gli asili privati e che sono sempre pronte a regalarti una caramella se sei stato bravo... che nostalgia!
Persino l'altro unico uomo presente alla fine si e` dimostrato loquace, in barba allo stereotipo dell'uomo giapponese silenzioso. Mi ha rivolto addirittura qualche parola, 5 o 6 in tutto, espresse singolarmente. Quando gli ho chiesto scherzosamente come fosse il panorama dall'alto dell'albero sul quale si era arrampicato mi ha risposto: "Unico."

Non ho foto oggi. Volevo farne qualcuna, ma nel frattempo che sono andata a prendere la macchina erano gia` tornati tutti a casa.

13 novembre 2007

I like Osaka 2

Mi piace Osaka.
E` l'esatto contrario di quello che vedo qui ogni giorno: sughi - tipica conifera giapponese - sughi, sughi...

Quando partiamo da qui con il treno ci sono sempre una decina di studenti che vanno a scuola in citta`. Nel treno soprattutto vecchiette.
Alla stazione di Kyoto mi posso finalmente raddrizzare: finalmente c'e` gente alta come me, nonche` un sacco di stranieri. Nessuno mi guarda come fossi un'aliena e questo mi fa stare proprio bene!
Ma quando si arriva a Osaka e` il vero delirio!!!! Dappertutto gente che cammina trafelata, gente che aspetta, gente che non so che cosa faccia. Palazzi di 40 piani, palazzine di appartamenti, casette singole, ruote panoramiche e persino un vero impianto di montagne russe... tutto in meno della meta` dello spazio che state immaginando!
Prendete un rione della vostra citta`, aggiungete una casa in ogni giardino e un paio di palazzoni qua e la`. Sottraete lo spazio delle strade e di almeno un marciapiede per lato: avrete un isolato di Osaka!!!
Eppure la gente e` cosi` calda e aperta! Nessuno sembra preoccuparsi della mancanza di spazio...

Qui sotto la foto della signora che ci ha venduto un "okonomiyaki" squisito, ci ha regalato 4 takoyaki e offerto il te`, tutto incluso nel prezzo spudorato di 300 yen (circa 2 euro!!!). Era tutto buonissimo!!!!!
Ecco come si prepara un okonomiyaki (alla maniera di Hiroshima):
prima uno strato di pastella tipo omelette, poi abbondante cavolo verza e una fetta di carne di maiale.
Altro strato di pastella.

Infine salsa, maionese, alghe tritate....

...e gli immancabili katsuobushi, pesce secco a scaglie talmente sottili che col calore del cibo si muovono ondeggiando qua e la` (la prima volta che ho visto questa scena sono rimasta un tantino impressionata!).

ITADAKIMAAAASU!

30 ottobre 2007

Scandali alimentari


Qualche settimana fa mia suocera e` andata a trovare degli amici nella provincia di Mie, poco lontano da qui, e al ritorno ha portato il classico "omiyage", souvenir di cibo tipico del posto dove si e` stati. Naturalmente la sua scelta non poteva che cadere sul famosissimo "aka-fuku", mochi ricoperto di azuki (per chi non avesse capito niente: riso schiacciato abbinato a una pasta di fagioli rossi). Come vuole la tradizione giapponese, il souvenir si porta a TUTTE le persone che si conoscono.
Io sono sempre un po' reticente nel provare queste specialita` di cucina giapponese estrema, ma stavolta ho voluto assaggiare anch'io il famoso dolcetto e devo dire che non era male.
Prima e ultima volta.
Il giorno dopo aver distribuito a vicini e conoscenti il tragico "akafuku", la ditta omonima viene coinvolta in un'inchiesta scandalo dagli esiti incerti... Pian piano vengono fuori i particolari piu` macabri: i resti di magazzino, insieme ai dolci scaduti, venivano congelati e conservati per benino. All'occorenza, mochi e azuki venivano ridivisi e rivenduti o usati per produrre altri "akafuku"...
Fine di una ditta con piu` di 300 anni di esperienza.
Resta il dubbio sui souvenir: immaginate la faccia di mia suocera nel vedere i numerosi servizi a ogni telegiornale...