questo blog parla dell'altro giappone. non di tokyo ne` di kyoto, ma della vita in una piccola casetta sperduta in mezzo ai monti della campagna giapponese. vi faremo conoscere l'altra faccia del paese del sol levante!
01 marzo 2020
Ogni grande crisi è una grande occasione
10 ottobre 2009
Cronaca di un tifone (numero 18)
Alle 11 di mattina chiama la vicina di sinistra: sta andando in citta` dal figlio. Pensiamo "Vigliacca", ma e` tutta invidia la nostra, perche` noi non abbiamo nessun posto dove fuggire e non ci resta che aspettare qua...
09 ottobre 2009
Tutto a posto - almeno per noi
E` appena tornata la luce dopo 40 ore di black out.
Niente luce, telefono, riscaldamento, tv, radio, lavatrice, macchinetta del riso ecc. e acqua calda solo in cucina. Oggi usciva poca acqua e i cellulari non prendevano.
Alberi caduti piu` o meno ogni chilometro tranciavano i fili dell'elettricita` qua e la` e i piu` grossi, finiti in mezzo alla strada, rendevano impossibile il passaggio. Ieri entrambe le strade che portano qui sono rimaste bloccate fino al tardo pomeriggio. Tutti i negozi nel raggio di 20 km erano al buio e le batterie erano finite, cosi` come le candele.
Vi raccontero` con calma: adesso vado a stendere la biancheria che aspettava da 2 giorni di essere lavata - come fa Elisabetta con la mano davanti alla bocca e al naso "CHE PUZZA"!!!!
07 ottobre 2009
Testamento da tifone
- Sta per arrivare il tifone 18, il piu` forte degli ultimi 20 anni. Ci centrera` in pieno alle 9 di domani mattina, ora giapponese. Abbiamo preparato lo zaino con lo stretto indispensabile (i pannolini di Elisabetta) e una borsa da lasciare in macchina con le nostre cose piu` care (i mosaici di Tomohiro). La Suocerina e la Zietta, convenuta per l'occasione, ci deridono, dandoci degli ansiosi paranoici, guardando programmi di intrattenimento alla tv. -
Vi voglio bene. Faro` del mio meglio per salvare le nostre vite e quella della nostra Piccolina.
A presto!!!!!
27 settembre 2009
On the road ovvero Post per soli stomaci forti
Vivi o morti o semplicemente dispersi per le montagne giapponesi?
Una risposta certa non so darvela: sempre indaffarati tra mille lavori e commissioni e impegni e chi piu` ne ha piu` ne metta. Quel che e` certo e` che qualunque cosa facciamo, siamo sempre "sulla strada"!
Essendo il nostro domicilio lontano da qualunque posto, volendo fare qualunque cosa non ci resta che pigliare la nostra fantastica Starlet Toyota del '95 e metterci in viaggio con pazienza.
Che a dirla cosi` e` una parola: prima di poter uscire dal nostro scalcinato parcheggio dobbiamo innanzitutto preparare una buona riserva di pannolini e vestitini di ricambio per Elisabetta, poi qualche biscotto o pane per i momenti di sconforto, acqua nella mitica borraccetta rossa e abbastanza giocattolini e libri preferiti per alleviare la noia del viaggio. Bambina ben riposta e allacciata nel suo seggiolino e via - "Ciao nonna!" - si parte!
Le cose si complicano nei momenti di panico da malattia: che fare il venerdi` sera quando scopriamo che Elisabetta ha 39.5 di febbre? Il piu` vicino medico di turno e` a 40 km...
Ve la faccio corta: in 10 giorni, tra malattie presunte, sospette e mal curate, ci siamo sciroppati 700 km di curve e semafori - e chi e` stato qua sa cosa intendo!
Per andare a Messa la domenica sveglia alle 5 e mezza: non si sa mai il traffico che puo` esserci in citta`. Senza contare le innumerevoli pause per l'orario del latte e caccone fuori orario!
E poi, per quanto riguarda il ritorno, se usciamo dalla chiesa alle 11, dopo i primi 20 km ci viene anche un po' di fame - il pranzo al sacco ce lo siamo gia` finito alle 8 e un quarto nel parcheggio parrocchiale... Allora non resta che fermarsi in uno di quei convenientissimi conbini, aperti 24 ore, e acquistare qualche specialita` "fresca di giornata" come salsiccia o ramen istantanei da rinvenire con l'apposita acqua bollente sempre a disposizione dei clienti.
Resta comunque il problema di DOVE mangiare il tutto: naturalmente in macchina!
Una volta abbiamo addirittura provato la pasta con insalata incorporata.
Oggi ci abbiamo messo 5 ore per tornare a casa in un percorso di poco piu` di 100 km.
Perso il primo incrocio con due delle nostre destinazioni possibili, il resto erano tutti cartelli per posti incredibili che non sapevamo dove fossero e non risultavano nemmeno sulla nostra cartina... Dopo un'ora e mezza siamo tornati a circa 10 km da dove eravamo partiti.
Dalla disperazione non abbiamo potuto fare altro che fermarci a comprare qualche onighiri da mangiare in macchina.
25 gennaio 2009
Maneki neko racconta
Dunque, al risveglio scopriamo di essere super in ritardo per la visita al tempio, due sono i motivi, le ore tarde della notte precedente e... il ghiaccio su per la salita al tempio: ergo vestiti che è tardi, si va a piedi. Elena + Betta + Kyokosuocera San restano a casetta e Fede, Roby, Alessia e Tomo San scarpinano su per la collina. Fin dai primi metri Fede e Tomo si scoprono a maledire il vizio che li affligge (tabako suimas) mentre skiattano per il fiatone mentre Alessia e Roby, che se la trillano di scialpinismo, sgambettano allegramente su per una salita con pendenza 100%.
Arriviamo (io imploro Kannon dea della misericordia che con una delle sue 100 braccia mi allunghi una maschera ad ossigeno) e troviamo tutti i vecchietti del paese che se la raccontano intorno al falò. Per fortuna sono le 8 in punto e (spero) non abbiamo sfigurato troppo. Il sant'uomo che deve officiare la cerimonia però non arriva mai, soluzione? I giapponesi, popolo pragmatico, risolvono così: uno piglia una frasca e in 30 secondi netti impartisce ai presenti la sua benedizione. Fine. (Mah?)
Mentre i convenuti si accordano per i lavori di manutenzione del tempio arriva con mezzora di ritardo (eresia) il fantomatico prete ancora allegrotto per la serata precedente, tutto spalandrato (sta manica che gli pende fin per terra) con un enorme orologio sotto braccio (ancora oggi non ci credo, un vero fumetto). Nessuno giustamente se lo fila, imbarazzo generale quando gli viene comunicato che... abbiamo già fatto.
Qualcheduno informa che sono avanzate 5 bottiglie di sake, "interessa?" Manco a dirlo, il prete si offre di pigliarne una. Aridaglie, non sei abbastanza ciucco?

14 novembre 2008
Polizia stradale ovvero La voce del padre
03 aprile 2008
Sakura Sakura
28 marzo 2008
Sembra sabato!
Innanzitutto pulizie di primavera: maglioni di lana, lenzuola e tende a lavare, coperte e materasso al sole in previsione dell'umidita` estiva. Mentre stavo smontando il letto per pulire meglio la polvere mi hanno chiamata a mangiare. In questi giorni sono ospiti da noi mia cognata e le nostre due nipoti, ormai adolescenti, nella pausa primaverile che in Giappone divide gli anni scolastici. Mio cognato naturalmente lavora e non si fara` vivo nemmeno nel fine settimana... ma qui e` normale, mi ci sono abituata...
Durante tutto il pranzo la sorella di Tomo ha continuato a frullare in maniera ossessiva un composto sospetto che poi si e` rivelato una base per della maionese: dopo mezzora nemmeno il minimo accenno ad addensarsi... te credo - disessi mio fradel - la ga messo tutto l'oio in una volta!!!!
Shokkati e anche un po' stressati decidiamo di partire per una gita di shoppping: 5 donne / 3 generazioni - pericolosissimo!
Prima tappa: negozio di scarpe. Provo, tanto per disperazione qualche paio piu` carino... da uomo naturalmente! Mia suocera mette il dito nella piaga facendomi notare che "ci sono modelli da donna persino LL!!!" - io ho bisogno della 3L in Giappone, introvabile...
Le mie nipoti comprano delle scarpe da ginnastica in vista del nuovo anno scolastico.
Seconda tappa: negozio di vestiti (tipo Oviesse). Anche qui rinuncio in partenza a cercare qualunque capo che possa riuscire ad infilarmi.
Invece capito nel reparto "SUMO" (3L - 4L) e decido di fare almeno una prova tanto per diverirmi. Il camerino e` fornito di uno sportellino stile "far west" che dovrebbe coprire le parti interessate dal cambio, dal polpaccio alla fronte. Nel mio caso invece c'e` uno spiacevole effetto "mezzo busto": appendo in qualche modo un maglione sopra l'ingresso cosi` da avere almeno un po' di privacy.
Terza tappa: supermercato. Scese dalla macchina mia cognata e io cerchiamo un cestino per buttare delle bottigliette di plastica ormai vuote, una di te` e una di bevanda vitaminica. Troviamo vicino all'ingresso gli appositi cassonetti della raccolta differenziata. Bottigliette di plastica... questo: io apro il coperchio e lei butta dentro le bottigliette, cosi` come sono, tappo ed etichetta compresi... Nel secondo in cui il coperchio del cassonetto si richiude notiamo con orrore che tutti gli altri tappi ed etichette sono stati rimossi accuratamente dai ligi riciclatori giapponesi, come ricordano i numerosi disegni con didascalie presenti sul coperchio del cassonetto. Scappiamo via ridacchiando nervosamente sperando di non essere state notate...
Dopo una serie di telefonate al cellulare veniamo a conoscenza che la nonna di Tomo (quella famosa di 89 anni) e` gia` arrivata alla stazione e sta aspettando che qualcuno vada a prenderla. Avrebbe dovuto arrivare domani, invece ha anticipato la sua visita!
Ci precipitiamo da lei, essendo noi le piu` vicine in quel momento (sembra il servizio taxi!). Entro trafelata nella sala d'aspetto e trovo la nonna seduta composta sulla vecchia panca di legno: il viso impassibile, le mani sulle ginocchia e la schiena impettita - sedile anteguerra, educazione anteguerra. Era li`da piu` di 30 minuti.
Ecco che la compagnia diventa esponenzialmente piu` pericolosa: 6 donne / 4 generazioni.
Mentre camminamo in fila indiana nel giardino di casa e poi entriamo nell'atrio appoggiando pacchetti e borse della spesa, cerco di immaginare che faccia fara` Tomo quando ci vedra`: "Perche` nella mia famiglia ci sono tutte donne???"
02 febbraio 2008
Mon amour Osaka
Il 26 gennaio una decina di donne volonterose si sono presentate all'appuntamento e insieme abbiamo realizzato dei fantastici fermalibri.
Avevamo portato i migliori materiali, i piu` sgargianti, e questo e` stato gradito molto!
La direttrice del Centro si e` dimostrata soddisfatta e anche questo ci ha fatto un sacco piacere!
Se volete visitare il loro blog, ci sono tante fotografie: clicca qui.
All'inizio abbiamo pensato che fosse un tantino sfacciato, quando al nostro primo incontro ci ha detto: "Mia moglie cucina benissimo!". Invece ha proprio ragione!!!!
Durante la nostra settimana di permanenza a Kyoto ne abbiamo approfittato e siamo ritornati ancora una volta a Osaka per salutare una vecchia amica, sposata in Italia, ma momentaneamente in Giappone.
Ci ha fatto da ottima guida nel labirinto della sua citta` e abbiamo potuto vedere posti decisamente interessanti: qui due foto fatte dal "Ponte dell'abbordaggio" (anche se non ho visto tante coppie, ma forse era ancora presto!).
A sinistra potete vedere la fantastica ruota panoramica incastrata - non ho altre parole - sull'argine del canale.
A destra una famosa parete pubblicitaria, grande come tutti i palazzi!
Osaka e` una citta` mangiona ed esigente: abbiamo gustato dell'ottimo cibo turco e del gelato fantastico! Dappertutto un buon odore di mangiare e prezzi concorrenziali.
Sono un tantino innamorata? Mi sa di si`: ma mi hanno presa per la gola!!!
20 gennaio 2008
"uchi no petto" - animali domestici
13 gennaio 2008
Parenti...
06 gennaio 2008
Tutte le feste porta via!
Tanto per cambiare ieri eravamo di nuovo in viaggio, sempre trascinati dall'entusiasmante suocerina, nella speranza di trovare una chiesa cattolica alternativa: addirittura fondata da un tedesco!
"Dai, venite anche voi! Non e` distante, un'oretta e siamo la`". "Si`, ma siamo appena stati a Yokohama..." "Ma dai, e` meglio vedere tante cose se ce n'e` la possibilita`! Solo un'oretta e mezza di macchina..." e gia` i tempi si sono allungati di un bel 50 per cento.
Partiti con l'auto del nostro caro amico Falegname, dopo 2 ore eravamo ancora in mezzo ai monti... Al ritorno volevamo trovare delle terme famigerate, ma ci siamo persi un milione di volte, per un totale di 3 ore di curve e conversioni a U. Meglio delle montagne russe!
Per fortuna la madre di Tomo e questo amico sembrano due manzai (comici giapponesi che ricordano le scene da maldobrie tra siora Nina e sior Bortolo) percio` abbiamo passato delle belle orette di viaggio!
LEI : "Mah, anche questo paesino di montagna sembra alquanto antico!"
LUI: "Non e` che in piena montagna ci sia niente di nuovo, comunque..."
Dopo una breve sosta e altra mezz' ora di curve:
LUI: "Pero` siamo gia`qui! Abbiamo fatto presto!"
LEI: "Presto per cosa?"
Domani ricomincia il lavoro e anche noi da bravi artigiani sara` ora che ci diamo un po' da fare!
Quello che vedete nella foto e` un kamoshika - io pensavo un camoscio, invece sembra piu` una capra... In ogni caso e` restato nel boschetto davanti casa nostra per un paio di giorni, senza aver paura di niente, tanto che siamo riusciti a fargli questa foto. Oggi non c'era piu`.
03 gennaio 2008
Blue Light Yokohama
30 dicembre 2007
Guida pericolosa
Ecco la classifica dei migliori tre autisti (?) incontrati quest'anno:
- al Terzo posto: in notturna, utilitaria con fari abbaglianti accesi mentre aspetta di svoltare all'incrocio;
- al Secondo posto: furgoncino tipo Ape parcheggiato in piena corsia, senza segnalazioni, all'imbocco della galleria;
- al Primo posto e con menzione speciale per la fantasia: auto all'incrocio, in corsia di svolta a destra, con freccia a sinistra, che passa avanti dritta ignorando la precedenza (che avevamo noi).
Premio speciale "Bonta` 2007" assegnato al vecchietto che ci ha fatto segno di superarlo, senza poter accostare del tutto, subito prima del dosso, in strada a una corsia per senso di marcia.
Speriamo bene per il prossimo anno, noi intanto a Capodanno andremo a pregare al tempio!
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24 dicembre 2007
Babbo Natale!
In citta` la mia studentessa di italiano ci ha fatto omaggio della sua ultima creazione culinaria: un quarto di pollo affumicato e una porzione di formaggio stagionato (ecco cosa vuol dire avere una studentessa insegnante di cucina - hihihi!!!)
Mentre stavamo tornando al parcheggio ci imbattiamo in una galleria d'arte dove si sta svolgendo una mostra di smalto giapponese (e` tutto quello che sono riuscita a capire). Interessati dalla rarita` decidiamo di entrare. Mah l'accoglienza che ci hanno fatto! Dopo l'immancabile scambio di biglietti da visita ci sono stati offerti te` e dolcetti e persino biscotti fatti in casa da portare via e mangiare quando vogliamo! La signora ottantenne che sembrava responsabile della situazione ci trattava come suoi nipoti! Presentandoci ai suoi innumerevoli fratelli e sorelle minori, tra cui l'artista, ci ha chiesto informazioni sul nostro lavoro e promesso che verra` a trovarci per vedere cio` che facciamo. Non potevamo piu` uscire dai tanti inchini e ringraziamenti!!!
Sulla strada del ritorno altra buona notizia: una vecchia cliente ha comprato un mosaico di Tomo.
Al ritorno a casa scopriamo che i mosaici venduti sono ben TRE!!! Ma che ottima giornata!
Altra sorpresa: sono arrivati i materiali che la nostra amica "Babbo Natale" ci ha spedito dall'Italia: non potevamo sperare di meglio per il laboratorio! Adesso non abbiamo piu` scuse e dobbiamo fare tantissimi nuovi mosaici!
Cena a base di pollo, formaggio, gelato, torta di mele (regalateci dalla vicina, vedi foto) e naturalmente il mitico salame di Manfred che ci e` arrivato direttamentis da Cjarnie e che stio centellinado sperando che arrivi a Capodanno (ma non credo).
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Buon Natale a tutti!!!!!
13 dicembre 2007
Kobe
Mi avevano detto che Kobe e` una citta` multiculturale, con molto di occidentale... e` vero, ma resta pur sempre una citta` giapponese, con molti elementi occidentali, ma sempre giapponese.
Ben bon.
La nostra gita extemporanea di ieri a Kobe e` stata costellata di esperienze interessanti (a parte la pioggia).
Partiti per vedere le famose "Luminarie", Tomo, Suocerina, Zietta ed io, ci siamo persi nel quartiere residenziale storicamente abitato da gaijin (non giapponesi), oggi diventato un po' troppo parco dei divertimenti "alla straniera"...
Affamati dal pranzo scarso e discutibilmente buono - d'altra parte non si puo` sperare di meglio in un posto fortemente turistico- ci siamo buttati nella "China town" locale. Ho mangiato talmente tanta roba fritta...
Alle 16 eravamo gia` in postazione per vedere l'accensione delle luci. Pioggia a dirotto, migliaia di giapponesi (soprattutto donnine) agguerritissime per guadagnare i posti panoramici migliori.
Per fortuna il Comune ha avuto pieta` di noi e alle 17 e 30 ha dato inizio allo spettacolo con una mezz'ora di anticipo.
Le "Luminarie" di Kobe non sono un avvenimento natalizio, come all'inizio pensavo, bensi` il modo che questa citta` ha trovato per ricordare i 6000 morti del grande terremoto del 1995 e la fantastica forza che la citta` ha avuto nel ricostruirsi e ricominciare la sua vita. E devo dire che ce l'hanno fatta, perche` non ho visto un solo segno del grande disastro...
A parte il coro di voci bianche e la campana commemorativa che accompagnavano il grande spettacolo luminoso, la pioggia e il fango mi hanno reso un po' triste, immedesimandomi un po' in tutti i senzatetto e nelle persone che avevano perduto parenti e amici...
A sentire i discorsi di mio marito, che quel giorno era a Kyoto, deve essere stato un inferno. Per mesi tutti gli idraulici e impiantisti della ditta dove lavorava mia suocera hanno fatto su e giu` per ripristinare caldaie e condutture nella citta` distrutta...
La guida del pullman si era talmente raccomandata di essere puntuali al ritorno, minacciandoci di farci tornare a casa in Shinkansen e a spese nostre, da farci arrivare al parcheggio addirittura 20 minuti prima del previsto appuntamento delle 19. Gli altri erano tutti gia` la`. Tranne due persone.
Alle 19 e 20 ancora nessuno in vista.
Se solo fossero stati la` i miei cugini! Avrebbero sicuramente intonato cori da stadio: "SHIN-KAN-SEN! SHIN-KAN-SEN!"
I due piccioncini sono arrivati alle 19 e 24. Non una parola di scusa. Non una parola di protesta. Evviva il Giappone.
Per dirla tutta, questo viaggio ha avuto un costo miserabile. Abbiamo avuto fortuna. Tanto che stamattina, quando ci siamo svegliati, abbiamo avuto una fantastica notizia: mentre stavamo dormendo per riprenderci dalle 8 ore di pullman mia suocera ha prenotato nella stessa agenzia un viaggio al quartiere cinese di Yokohama: 3 gennaio, quattro persone.
P.S. Immagino sia stato un riflesso al brusco risveglio che ha avuto la mia Suocerina: alle 8, bussa alla porta con fare sospetto la nostra vicina (oggi era il giorno di riposo del negozio). "Signora? Signora?" bisbiglia cercando di non disturbare (?). Mia suocera ormai desta non puo` fare altro che imprecare per il sonno perduto e alzarsi. Naturalmente la vicina e` gia` scomparsa.
Eccola tornare dopo un'oretta. Voleva chiederci se ci avevano telefonato quelli dell'ENEL (giapponese) a proposito del condensatore in fondo alla via, che a detta sua sarebbe difettoso. E` un miracolo che sia ancora viva.
06 dicembre 2007
Quanti ricordi...
In ogni caso oggi ci siamo accomiatati dai colleghi, con la speranza di rivederci tutti sani e in forma il prossimo anno, o almeno alla festa di "Buon inizio anno" che si terra` in gennaio (gohei mochi, sushi e karaoke per tutti - naturalmente non vedo l'ora di parteciparvi per scrivere qualcosa dopo!!!).
Che bel tempo passato tra le colline di mandarini, tra il sole e il vento, il gelo del mattino e la calura del mezzogiorno, sempre insieme, Tomo, io e la decina di nonnine da 1 metro e 47. Si`, ho scoperto che e` questa la media delle altezze!
Quanto abbiamo parlato: parenti, amici, malattie e funerali per tutti. E abbiamo riso, con le battute del nostro Autista, le cadute a piombo giu` per la scarpata e, perche` no, anche quando io mi sono fermata all'uscita dal pulmino e bloccavo la strada, ma non mi sono accorta delle nonnine inferocite dietro a me, nascoste al di sotto della mia linea visiva occhio-spalla!
Sempre pronte a lavorare le nonnine, dalle 7 e 30 del mattino, come i cavalli lanciati al via dato dalla pistola all'ippodromo - anche se effettivamente ci pagavano dalle 8.
Fresche e mai stanche, hanno ridotto ogni momento di riposo all'osso, trasformando persino la pausa caffe` in una gara contro il tempo: "Siediti adesso, ti aggiusterai dopo la sciarpa!".
"Andiamo, veloce: e` ora di pranzo!" ci dicevano, mentre cercavamo di raccapezzarci (ne` io ne` mio marito possiamo essere descritti come "scattanti"; percio` ci siamo conosciuti, ma questa e` un' altra storia).
Persino qualche piccolo screzio si e` risolto per il meglio: la nostra Vicina era stata cortesemente invitata a riposarsi per un giorno nel fine settimana (visto che a malapena riesce a muoversi...). Nel vedere la sua faccia la mattina dopo abbiamo preso paura. Arrabbiatissima. A me che le ho chiesto consiglio per un albero particolarmente difficile da tagliare ha detto: "Vattene di la`, faccio io" (livello gentilezza 2 su 18, grado usato per dare gli ordini ai propri figli).
Fino a che le nonnine coalizzate hanno fatto pressioni perche` potesse rinunciare eroicamente al giorno di riposo. La faccia della Vicina si e` trasfigurata in un sorriso: scherzi e battute con gli amici, persino qualche parola gentile.
Commento di Tomo: che donna semplice.
Che dire: tanti nuovi amici ultrasettantenni! La mia preferita e` una nonnina con la faccia da suora veneta: ne avete mai conosciuta qualcuna? Sono quelle suore che tengono gli asili privati e che sono sempre pronte a regalarti una caramella se sei stato bravo... che nostalgia!
Persino l'altro unico uomo presente alla fine si e` dimostrato loquace, in barba allo stereotipo dell'uomo giapponese silenzioso. Mi ha rivolto addirittura qualche parola, 5 o 6 in tutto, espresse singolarmente. Quando gli ho chiesto scherzosamente come fosse il panorama dall'alto dell'albero sul quale si era arrampicato mi ha risposto: "Unico."
Non ho foto oggi. Volevo farne qualcuna, ma nel frattempo che sono andata a prendere la macchina erano gia` tornati tutti a casa.
13 novembre 2007
I like Osaka 2
Infine salsa, maionese, alghe tritate....
...e gli immancabili katsuobushi, pesce secco a scaglie talmente sottili che col calore del cibo si muovono ondeggiando qua e la` (la prima volta che ho visto questa scena sono rimasta un tantino impressionata!).
ITADAKIMAAAASU!
30 ottobre 2007
Scandali alimentari

