questo blog parla dell'altro giappone. non di tokyo ne` di kyoto, ma della vita in una piccola casetta sperduta in mezzo ai monti della campagna giapponese. vi faremo conoscere l'altra faccia del paese del sol levante!

07 settembre 2007

L'Italia a Osaka ovvero I topi di campagna


La nostra visita a Osaka e` stata veramente fulminea. Poco piu` di 5 ore, se calcoliamo i 40 minuti in treno da Kyoto, tempo nel quale la concentrazione di case non scende mai al di sotto di quella di una normale cittadina italiana.
Eppure e` stato per me un mezzo colpo di fulmine! Ogni angolo mi ricordava qualcosa: la stazione di Milano, la metropolitana di Berlino, i "Biergarten" di Monaco... Aria europea a ogni passo!
Il culmine e` stato toccato quando siamo arrivati al luogo del nostro appuntamento. Il palazzo, nel centro economico della citta`, non e` molto alto se paragonato a quelli vicini, ma e` comprensibile se si considera che e` un palazzo di 70 anni - un vero record nella giungla di grattacieli di nuova costruzione.
Appena varcato il portone in legno (!) ci ha accolti un autentico profumo italiano! Proprio quello che sentite quando entrate nel palazzo del Comune o della Prefettura, per fare due esempi. Piu` in generale, l'odore che vi siete abituati a sentire nell'atrio del vostro condominio. Siamo pazzi? Tutta suggestione? Puo` essere, ma vi assicuro che era come in Italia - e non mi succede spesso qui!
La direttrice del Centro culturale che ci aveva convocati (vedi "I nostri link", nella foto la terza da destra) ha avuto una pazienza infinita con questi due "topi campagnoli" che continuavano a scartare campioni di mosaico e piccoli oggetti da mostrare. Alla fine il povero tavolo era ricoperto di vetri e marmi, libri, volantini e biglietti da visita; mio marito cercava di spiegare le nostre buone intenzioni, mentre io tentavo di far sparire dentro la borsa il giornale di imballaggio e gli esemplari piu` imbarazzanti...
Dobbiamo imparare ancora tanto su come si lavora in citta`!

2 commenti:

Chris ha detto...

Ciao! Anche qui le vacanze sono finite e si ricomincia con il tran tran giornaliero; e come te, anch'io sono andata in "trasferta", ma per motivi di studio.Osaka, da come la descrivi, è davvero una sorpresa: non riesco proprio a immaginare una città giapponese con l' aria europea!Inoltre ho trovato molto interessante questo centro culturale di cui hai parlato (peccato che il link al sito originale sia quasi tutto in giapponese!); spero davvero che il vostro progetto, qualunque sia, vada in porto, perchè si sa, in città i topolini di campagna potranno anche sembrare spaesati all' inizio, ma poi si rivelano i più coriacei ^_^!In bocca al lupo
Cristina
ps: stasera ho promesso al mio fratellino che avrei preparato degli onigiri con del riso giapponese su cui sono riuscita a mettere le mani -non ti dico quanto sia difficile in sicilia trovare ingredienti del Sol Levante-, ma senza la macchinetta che usate da voi mi sa che verrà fuori un pasticcio, eheh

elena ha detto...

Ciao Cris!
Com'e` andata con gli onigiri? Vuoi che ti spedisca un pacco di riso? (e magari gia` che ci siamo anche una macchinetta?!)
Per consolarti posso dirti che nemmeno io sono fortissima nel prepararli!
Osaka non e` esattamente una citta` europea, ma ha qualcosa di interessante che non avevo mai visto prima in Giappone...
Aspettiamo fiduciosi le risposte degli studenti (vogliamo fare un corso di mosaico) e nel migliore dei casi mi sa che ne vedremo delle belle!
Ciao e a presto!